CHI SIAMO

LA NOSTRA STORIA

Conabit nasce a Bari nel 1979 come un consorzio di cooperative di abitazioni. Alla base del nostro progetto c’è fin dai suoi esordi la volontà di promuovere una nuova idea di casa e di abitare, che poggia le sue fondamenta sui concetti chiave e fondamentali quali innovazione e sostenibilità.

Conabit vuole raccontare e rendere reale un nuovo modello di abitazione nella quale tecnologia e socialità si integrano per costruire un nuovo paradigma che si esprime superando una concezione di “quattro mura e un tetto” ormai superata.

Una nuova cultura dell’abitare è possibile e Conabit è impegnata da 40 anni in un progetto in cui la sostenibilità ambientale ed energetica si coniuga alla modernità degli edifici, a un’alta qualità della vita, il tutto a costi contenuti per i propri soci e le loro famiglie.
Conabit rappresenta il presente e il futuro di un sistema abitativo che non può più essere considerato alternativo, in quanto emblema, oggi, dell’unica risposta possibile per le prossime generazioni.

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Lettera del Presidente

“Più di una casa”

Le contemporanee politiche dell’Edilizia Abitativa Sociale devono allinearsi ad un modello di intervento centrato sul nuovo paradigma dello Sviluppo Sostenibile.

Il tema della sostenibilità sociale degli interventi, deve giocare un ruolo primario, anche se necessariamente interrelato, agli altri temi della sostenibilità: ambientale ed economica.

Parlando poi di qualità della vita e dell’ambiente è necessario anche definire e prevedere standard abitativi degli alloggi che siano energeticamente efficienti, salubri e vivibili.
Mai più case dove noi non abiteremmo!

In questa visione, il Consorzio Conabit, pone al centro della discussione odierna “le politiche della casa sociale” che non può più essere intesa in termini di abitare sostenibile, se non è da subito contestualizzata all’interno di spazi e di luoghi che non siano solo le abitazioni, ma anzi e soprattutto il contesto urbano in cui si interviene, coniugati quindi all’accessibilità, vivibilità e fruizione dei servizi essenziali all’abitare e di veri ambiti a verde urbano degli spazi pubblici.

Bisogna dare risposte adeguate ai giovani, ai tanti precari e a coloro che vogliono ipotizzare l’acquisto del bene casa, che vogliono abitare in quartieri e città più vivibili, più rispettosi dell’ambiente, con maggior coesione sociale e convivenza civile.

È necessario mettere sul tavolo delle politiche abitative di oggi, gli impegni ineludibili, come ad esempio: fondi di garanzia per l’accesso al mutuo prima casa da parte di giovani coppie, famiglie a monoreddito e lavoratori precari, fondi immobiliari locali di investimento, su aree in disponibilità delle Amministrazioni o in dismissione da parte di Enti Pubblici e la locazione di immobili con patto di futura vendita a canoni concordati per coloro che hanno temporaneamente difficoltà all’acquisto della prima casa.

“Oltre a promuovere nuove politiche per l’abitare, la nostra mission è quella di proporre e diffondere anche una certa socialità negli interventi che via via si realizzeranno: la cooperazione di abitanti fa di questo valore un punto, un valore attorno al quale l’impresa cooperativa si è evoluta negli anni.
L’attenzione al socio è un valore aggiunto che la cooperativa ha nel suo DNA.

Michele Laforgia